Cornici portabottiglie per vino

Un piccolo aggiornamento nel ristorante Nevodi

Venezia, ristorante Nevodi, cornici portabottiglie di vino.
Venezia | In collaborazione con Tiziano Canever, interior designer.

Il progetto nasce da un’esigenza chiara: esporre il vino come una collezione ordinata, con la stessa cura dedicata a un’opera d’arte, racchiuso in eleganti cornici in legno di fattura artigianale.

Si stabiliscono subito due formati: il modulo piccolo da 38 x 42 cm e il grande da 69 x 42 cm, entrambi con la stessa altezza per poter correre in fila continua lungo la parete, alternandosi come battute regolari di una partitura. Le proporzioni sono studiate per accogliere bottiglie messe in piedi, lasciando aria attorno al vetro e lo spazio necessario perché l’etichetta rimanga sempre ben leggibile.

Per la struttura abbiamo scelto l’abete a tre strati, un materiale stabile che riduce al minimo imbarcamenti e fessurazioni nel tempo, fondamentale quando le cornici vengono montate una accanto all’altra per diversi metri.

Le superfici vengono spazzolate: le parti più morbide della fibra si abbassano, le venature dure restano in rilievo e disegnano una texture netta, percepibile sia alla vista sia al tatto. Su questa base materica viene applicata la tinta, calibrata sui toni caldi dell’ambiente, in modo che il legno dialoghi con il colore delle pareti e con gli altri arredi. A protezione finale entra in gioco la vernice trasparente opaca, che sigilla il poro del legno, resiste alle pulizie frequenti e evita riflessi indesiderati sulle bottiglie illuminate.


Il dettaglio tecnico che definisce la funzione delle cornici è il tondino in ferro che attraversa orizzontalmente ogni vano. È un elemento essenziale ma discreto: lavora come una sottile linea di sicurezza che ferma il collo delle bottiglie e ne impedisce la caduta in caso di urti o vibrazioni, senza coprire le etichette.

Una volta montate, le cornici si allineano seguendo l’andamento della grande condotta sul soffitto: la ripetizione modulare crea un ritmo continuo, mentre le bottiglie – con le loro forme e i loro colori – diventano le vere protagoniste, sempre pronte a cambiare scenografia con ogni nuova etichetta che entra in carta.